La storia
La Chiesa del SS. Crocifisso sorge nella via Umberto I, nel più antico quartiere del centro abitato di Castelbuono, chiamato Terra Vecchia, preesistente alla zona del castello. In origine, pressappoco nella medesima posizione dove oggi è ubicato l’edificio ecclesiastico, sorgeva un’altra chiesa conosciuta con il titolo di S. Pietro. La Chiesa del SS. Crocifisso fu costruita alla fine del XVI secolo, di fianco alla originaria chiesa di S. Pietro, ancora officiata nel 1750, e che fu successivamente assorbita dalla prima. La chiesa riformata ottenne il consenso della benedizione da parte del “Tribunale Ecclesiastico di Messina” nel 1739. Trascorsero 10 anni per ultimare i lavori, dei quali rimane ancora ben visibile lo splendido campanile. Il rito devozionale più importante e suggestivo che si svolgeva all’interno della chiesa era quello del Venerdì di Quaresima. Sull’altare maggiore vi era una nicchia nella quale era posta l’immagine del SS. Crocifisso. La chiesa era sede del culto della congregazione femminile, composta in maggioranza dalle nobili dame del luogo.Dopo le opere di restaurazione avvenute durante gli anni ’90 del secolo scorso, la curia nel 2013 affida il bene al Comune di Castelbuono per una durata di 10 anni, sospendendo temporaneamente le attività di culto in favore di un laboratorio urbano da realizzare a servizio delle associazioni giovanili e culturali del territorio.
Nel 2015 viene definita la disciplina d’uso dell’ ex chiesa del SS. Crocifisso, ora denominata Centro Sud e nel 2016 questa viene affidata all’Istituzione comunale Centro Polis che ne gestisce e organizza le attività a vantaggio della collettività.

Il percorso formativo di Mario Bajardi lo porta a diplomarsi in violino presso il Conservatorio di Caltanissetta, per poi dedicarsi agli studi di musica elettronica fra Catania e Palermo. Qui cura il relativo laboratorio del Conservatorio “V. Bellini”; in seguito l’attività di docente lo vede impegnato anche con il Centro Sperimentale del Cinema, il Liceo Musicale Regina Margherita, l’Università degli Studi e l’Accademia di Belle Arti. Nel 2001 è finalista dell’International Competition of Electronic Music Pierre Shaeffer. Unico vincitore italiano con “BJM Violin Studio 7” all’ICMC 2002 di Goteborg, con “BJM Piano Studio” si aggiudica invece il concorso Luigi Russolo 2004 e il CEMAT 2005. Nel 2006 è scelto per il disco “Electroacoustic Music from Sicily” prodotto dalla EMF di New York, mentre nel biennio successivo crea la comunità di artisti “Insemina” e l’omonimo programma tv. Le sue note fanno da sfondo a numerosi eventi nel corso degli anni, tra i quali il festival internazionale Musica d’Alta Quota, il Palermo Film Festival e il Festino di Santa Rosalia. A questi si aggiungono il primo videomapping in Sicilia e alcune installazioni realizzate per l’Accademia. La sua particolare inclinazione per colonne sonore, documentari e produzioni multimediali fa nascere collaborazioni proficue con tanti registi fra cui Roberta Torre, Salvo Cuccia, Giuseppe Carleo, Giuseppe Gigliorosso, Sergio Cannella, Sigfrido Giammona, Ruben Monterosso e Federico Savonitto, Alessandro Ferrara, Moscò, RosaMundi, insieme a qualche esperienza oltreoceano tra New York (“An Internet World”, Carlo Fiorletta/ Mara Lesemann) e Los Angeles (“Sweetheart”, M.A. Pate, assistente di Quentin Tarantino). Nel 2016 scrive musiche inedite per “Sgalambro” di Mario Bellone e Marcello Faletra e “Vedozero” di Andrea Caccia.
Phase duo sono Eloisa Manera